Rossella Scotto di Perrotolo

LOVE DESIGN® – Edizione 2017

Lacco Ameno (NA) 22/01/1991

IFOM - Istituto FIRC di Oncologia Molecolare di Milano

Originaria di Procida, classe 1991, Rossella inizierà a lavorare presso IFOM – Istituto FIRC di Oncologia Molecolare di Milano, sul progetto di ricerca dal titolo “Basi molecolari dello splicing alternativo di Myosin VI nella trasformazione cellulare”.

Myosin VI è una proteina che svolge molteplici funzioni all’interno della cellula, in particolare è coinvolta nella migrazione cellulare. Tale proteina è soggetta al fenomeno dello splicing alternativo. L’informazione genetica contenuta nel DNA è trascritta in un altro tipo di macromolecola, l’RNA, che è soggetto a un processo di maturazione e riarrangiamento detto splicing; l’RNA è poi tradotto in proteina. Il fenomeno dello splicing alternativo fa si che a partire da uno stesso gene si possano avere forme alternative di una stessa proteina, dette isoforme. Per Myosin VI sono presenti un’isoforma “long”, espressa da cellule in stato epiteliale, organizzate in uno strato ordinato, e un’isoforma “short”, espressa da cellule in stato “mesenchimale” che crescono in maniera indipendente l’una dall’altra e piu’ prone alla migrazione. Durante la trasformazione da cellula normale a cancerosa si ha uno “switch” di espressione dall’isoforma long a quella short e cio’ conferisce alla cellula maggiore capacita’ di migrazione e metastatizzazione. Un’elevata espressione di Myosin short è significativa nel cancro, soprattutto all’ovaio. Il nostro scopo è capire quali sono i segnali all’interno della cellula che guidano verso la maggiore espressione dell’isoforma short e quindi un comportamento piu’ aggressivo.

Titolo del Progetto

Basi molecolari dello splicing alternativo di Myosin VI nella transformazione cellulare.

Ambito di ricerca

Studio delle vie di segnalazione intracellulare nella trasformazione da cellula normale a cancerosa.

Focus

Myosin VI è una proteina che svolge molteplici funzioni all’interno della cellula, in particolare è coinvolta nella migrazione cellulare. Tale proteina è soggetta al fenomeno dello splicing alternativo. L’informazione genetica contenuta nel DNA è trascritta in un altro tipo di macromolecola, l’RNA, che è soggetto a un processo di maturazione e riarrangiamento detto splicing; l’RNA è poi tradotto in proteina. Il fenomeno dello splicing alternativo fa si che a partire da uno stesso gene si possano avere forme alternative di una stessa proteina, dette isoforme. Per Myosin VI sono presenti un’isoforma “long”, espressa da cellule in stato epiteliale, organizzate in uno strato ordinato, e un’isoforma “short”, espressa da cellule in stato “mesenchimale” che crescono in maniera indipendente l’una dall’altra e più prone alla migrazione. Durante la trasformazione da cellula normale a cancerosa si ha uno “switch” di espressione dall’isoforma long a quella short e ciò conferisce alla cellula maggiore capacita’ di migrazione e metastatizzazione. Un’elevata espressione di Myosin short è significativa nel cancro, soprattutto all’ovaio. Il nostro scopo è capire quali sono i segnali all’interno della cellula che guidano verso la maggiore espressione dell’isoforma short e quindi un comportamento più aggressivo.

Gruppo di lavoro

Lavoro su Myosin VI insieme a Carlos Niño Suarez, che svolge nei miei confronti una preziosa attivitá di tutoraggio. È al suo secondo post-doc, supportato dalla fellowship Marie Curie, dopo aver conseguito il dottorato a Bogotá, da cui proviene, e svolto un primo post-doc a Parigi. L’esperienza accumulata in questi anni in differenti progetti lo rende un eccellente punto di riferimento per me.

Biografia

Sono originaria di Procida, una piccola isola nel golfo di Napoli, dove ho frequentato il liceo scientifico. Successivamente mi sono trasferita a Napoli dove mi sono iscritta al corso di laurea in Biotecnologie presso l’Università Federico II conseguendo la laurea triennale in Biotecnologie per la salute nel 2013 e quella magistrale in Biotecnologie Mediche nel 2015, col massimo dei voti. Ho successivamente frequentato un corso d’inglese presso il British Study Centre ad Oxford e conseguito l’abilitazione alla professione di Biologo nel 2016. Nell’estate 2016 ho frequentato la summer school in Quantitative Biology presso IFOM, in Milano e dall’ottobre dello stesso anno sono dottoranda SEMM (European School of Molecular Oncology) nel gruppo di Simona Polo, presso lo stesso istituto.

Perché ho scelto la ricerca

Negli ultimi anni della scuola superiore, mi sono scoperta molto interessata alle materie scientifiche, in particolare chimica e biologia. L’idea di dissezionare la straordinaria complessità delle scienze della vita e delle possibili applicazioni mi ha affascinato e ho deciso di seguire questa curiosità con gli studi universitari. La prima esperienza di laboratorio in migrazione cellulare mi ha confermato il mio interesse per l’oncologia e successivamente sono riuscita ad ottenere una posizione come dottoranda in uno dei migliori centri di ricerca in Italia sull’argomento. Ad oggi sono più che grata per questa opportunità e nonostante le difficoltà tipiche di un percorso accademico non riesco a pensare a nessun altro lavoro che possa essere altrettanto “nuovo” ogni giorno e stimolante.

Risultati raggiunti

Il progetto è molto “giovane” avendo preso il via nel 2016; al momento abbiamo settato tutti gli strumenti necessari ad effettuare esperimenti che rispondano alle nostre domande, con l’idea futura di utilizzare il progetto su Myosin come un punto di partenza per studi su più ampia scala nel reprogramming dello splicing alternativo durante la carcinogenesi.

Il ruolo di AIRC

La vincita della borsa di studio triennale Love Design è stata un’enorme soddisfazione e al tempo stesso una grossa responsabilità; ringrazio AIRC per aver deciso di supportare i prossimi tre anni del mio percorso di dottorato.

La mia giornata in laboratorio

La giornata in laboratorio richiede certamente buone capacità organizzative, col grosso vantaggio di potersi autogestire entro certi limiti. Spesso la volontà di “vedere” un certo risultato porta le giornate ad allungarsi; la ricerca è sicuramente un lavoro dal quale è difficile staccarsi, che resta nella mente oltre le ore lavorative, ma non è impossibile ritagliare spazio per se stessi e ricaricare le batterie per poter poi tornare più concentrati di prima.

I miei interessi fuori dal laboratorio

Al di fuori del laboratorio amo molto viaggiare, visitare nuovi luoghi e entrare in contatto con altri modi di vivere. Adoro il fantasy, soprattutto Tolkien che è il mio autore preferito, e in passato ho studiato per undici anni danza classica, ottenendo il diploma. Amo il mare e la mia isola, dove torno quando posso per ritrovare famiglia e amici, e seguo alcune serie tv.